I tag del mese di Settembre

Alcune persone sono arrivate a questo blog digitando nei motori di ricerca le seguenti parole chiave:

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Magliette anti molestie

A quante di voi capita tutti i giorni, più volte al giorno di essere fischiate per strada, di ricevere complimenti non richiesti, battute volgari, proposte indecenti o palpatine?


Ecco le t-shirt che fanno per voi!

 

 

 

 

 

Grazie a Blackrose e a Fless per la loro creatività!


I pubblicitari sono maschi?

Prima di scoprire che ci hanno fatto pure un libro, mi sono sempre chiesta se il ruolo della donna in pubblicità e nei media in generale fosse influenzato dal fatto che i pubblicitari sono in maggio numero uomini.
Le donne popolano magigormente gli spot ma sono rappresnetate secondo un ruolo he ormai non rappresenta fedelmente la realtà, anzi sembrano impostate secondo i desideri e il modello che è stato inizialmente attribuito dall'uomo e che ora è quasi scomparso nel mondo reale.
Daniela Brancati
La pubblicità è femmina, ma il pubblicitario è maschio

Sperling e Kupfer, 'I Segni' 2005

La pubblicità è al centro del sistema. La sua tecnica è la seduzione. E il mezzo più usato sono le immagini sexy o smaccatamente ammiccanti. Possiamo allora dedurre che la pubblicità è femmina? E se si perchè? Il volume è frutto di un'indagine giornalistica sui generis. L'autrice è partita dai tanti luoghi comuni sulla pubblicità, li ha confrontati con i diversi modi di concepire la vita ed è approdata all'universo delle aziende "big spender" e delle agenzie.



La pubblicità è femmina perchè il pubblicitario è maschio

Oltre quello di dire che la pubblicità non si insegna, un altro dei vezzi degli addetti ai lavori è affermare che sono troppi i libri sulla pubblicità.
Nient'affatto.

Il problema, piuttosto, è che spesso non li leggono coloro che dovrebbero avvertire l'utilità di trarne informazioni ad ogni livello: di cronaca, di trend, di cultura. O, perché no?, anche al fine di coltivare spunti critici e ampliare il dibattito.

È appena uscito un libro di Daniela Brancati, nome noto da molti anni a quanti praticano la comunicazione. Giornalista, primo direttore donna di un tg RAI, saggista e tanto impegno ancora nell'ambito dell'infocomunicazione, Daniela Brancati affronta l'argomento con l'aria di proporre quasi un teorema. Ma da parte dell'autrice è solo una provocazione per aprire una serie di analisi e di tesi, tutte supportate da interviste di ottimo contenuto ai personaggi che contano.

Il nesso tra seduzione e pubblicità, più che un atto d'accusa, è una realtà oggettiva. I motivi vengono indagati tutti, senza l'inquinamento del cosiddetto pregiudizio ideologico che, se c'è, resta in superficie e per rispettabile obbligo etico.

Significativa, oltre che bella, la storia esistenziale della casalinga di Voghera e della signora Maria, archetipi e icone del tinello italiano. Il tutto con gli opportuni approfondimenti sul versante sociologico, cinicamente inciso dal marketing. Citiamo pagina 47: "...oggi la famiglia è vista come una commodity, un luogo in cui stare per risparmiare affitto e bollette, per avere servizi pronti a tutte le ore..." (g.c.).

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Daniela Brancati, La pubblicità è femmina ma il pubblicitario è maschio, Sperling & Kupfer Editori, Euro 16.

http://www.hdemia.it/recensioni/20020616_08.php
http://donnaelavoro.inail.it/cpo/pubblicita_femmina.htm

Un ringraziamento a Rosa per l'articolo!


Non restiamo muti davanti alle violenze coniugali

Nuova campagna di Amnesty international contro le violenze coniugali.


Il contro spot del contro spot

Bello lo spot:  

 

Ma ancora più bello il contro-spot 


Le tue parole possono ferire, fai attenzione alle tue parole

 
Spot equadoriano 

Traduzione: "tonta, sei pazza, non ti amo, sei orribile" ecc...
Pay OFF: le tue parole possono ferire, fai attenzione alle tue parole


1 donna su 10 é vittima di violenze domestiche

Spot messicano contro la violenza sulle donne.
(Le parole sono l'equivalente del nostro "m'ama-non m'ama", tradotto: ti amo, un poco, tanto, alla follia, appassionatamente, neanche un po')

  


Crudo ma realistico

 
Spot canadese contro la violenza sulle donne.
Gioca sul fatto che se uno in pubblico facesse le stesse cose che fa in casa, ne pagherebbe le conseguenze.


Svendi il mio corpo? Tieniti i tuoi prodotti!

 

Il comune di Torino ha lanciato questa campagna:

Svendi il mio corpo? Tieniti i tuoi prodotti!
Quando la pubblicità usa in modo strumentale o oltraggioso l'immagine femminile intesa come richiamo sessuale, offende tutte le donne.
Non comprare più i suoi prodotti. Vedrai come cambia registro.


Hai notato delle pubblicità offensive per le donne?
Segnalale via mail a presidente.pariopportunita@comune.torino.it
o tramite fax 011 44 22 633